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Crisi, miseria e il pifferaio

ARTICOLI > A DIFESA DELLA COSTITUZIONE

Sono trascorsi tre anni da quando Matteo Renzi divenne prima segretario del Partito Democratico e  successivamente Presidente del Consiglio dei Ministri, suscitando diffuse speranze per volere egli affermare le capacità e il merito dei cittadini, promettendo la rottamazione della vecchia politica ed un futuro radioso per i nostri figli e nostri nipoti.
 Negli ultimi giorni abbiamo assistito agli scenari trionfalistici provenienti dalla Casa Bianca, dominati da lusso, sfarzo e dallo spreco, accompagnati da marchette elettorali a favore di Renzi in cambio da parte di quest’ultimo di cessione della nostra sovranità nazionale. Negli stessi momenti fra le mani abbiamo avuto anche due rapporti molto crudi e impegnativi non provenienti da organizzazioni sovversive e nemmeno scritti da trinariciuti veterocomunisti ma dalla Caritas e dall’INPS.
 Nel Rapporto della Caritas, preparato in occasione della Giornata mondiale contro le povertà, emergono dati che rappresentano chiaramente l’ulteriore aggravamento della condizione sociale in Italia. Per motivi di spazio ne sintetizzo solo alcuni che ritengo essere i più significativi: i poveri ammontano a 4 milioni e seicentomila. La percentuale di chi affolla i Centri Caritas non è composta solo da stranieri ma per il 42% anche da italiani, mentre nel meridione gli italiani addirittura raggiungono la cifra del 64%. Dopo aver sentito, anche in questi giorni, dell’attenzione governativa verso giovani e minori gli ultimissimi dati rilevano invece che le vittime di tale nuovo darwinismo sociale sono proprio i minori, privi di qualsiasi sostegno materiale e educativo. La stessa Caritas lancia l’allarme prospettando l’insorgere nell’immediato di gravi e dirompenti pericoli.
 La Certificazione rilasciata dall’INPS conferma la presenza del disastro che sta avvenendo in questo terzo anno renziano, legato anche a quella che avrebbe dovuto essere la legge in grado di creare il nuovo miracolo economico italiano, eliminando l’art.18 e regalando sovvenzioni all’imprese. Mi riferisco alla legge denominata Jobs Act. Ricordate quando il Presidente, i parlamentari nominati votavano quella legge con licenza di licenziare e avevano la faccia tosta di annunciare un milione di posti  di lavoro in più? Durante il 2015 il governo ha trasferito alle imprese 20 miliardi. In questo 2016, tagliati gli incentivi, si è avviato un pauroso declino. Riporto quindi alcuni dati molto significativi: le assunzioni sono diminuite del 33% mentre i licenziamenti sono aumentati del 31%. In questi primi otto mesi dell’anno si è manifestata una riduzione dei lavoratori stabili, mentre aumentano le assunzioni a termine e volano i licenziamenti " disciplinari "
 Di fronte a questo più che evidente fallimento delle politiche economiche e sociali, all’aumento dell’evasione fiscale, alla messa in discussione della politica estera basata sull’"equivicinanza" ma anche pensando ai tanti cittadini  speranzosi e plaudenti che ancora sostengono il Presidente del Consiglio  mi viene alla mente la bella favola del Pifferaio di Hamelin. Il pifferaio magico, infatti, fu capace di incantare con il suo portamento, con i modi adeguati e simpatici, le capacità di affabulazione e con il suono e la melodia del suo flauto tutti i giovani di quel paese. Fu tanto abile e convincente da farsi seguire, inconsapevolmente, da tutta la gioventù. Per poi  lasciarla cadere precipitosamente in un burrone.
Angelino Loffredi
Ceccano 20 ottobre 2016


 
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